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Il Cinema di Pier Paolo Pasolini. Seminario/Lezione aperta a cura di Matteo Cerami

Data:

13/05/2022


Il Cinema di Pier Paolo Pasolini. Seminario/Lezione aperta a cura di Matteo Cerami

Linguista, saggista, pittore, romanziere, drammaturgo, testimone diretto e principale interprete della trasformazione della società italiana (e occidentale) tra la fine della seconda guerra mondiale e la metà degli anni ’70 del Novecento, Pasolini è anzitutto un poeta, e da poeta esordisce nel 1962 come regista di cinema, senza alcuna esperienza della macchina da presa, ma con un’idea ben precisa della realtà che vuole raccontare e dello stile con cui vuole farlo. Il suo percorso artistico in ambito cinematografico resterà sempre profondamente legato alla sua poetica e alla sua attività di scrittore e saggista impegnato. Nell’arco di quindici anni girerà più di venti film tra lungometraggi, cortometraggi, inchieste e documentari, compiendo evoluzioni estetiche, stilistiche e compositive che lo porteranno a sviluppare e a affinare una personalissima concezione del cinema, esplicitata nel corso del tempo in numerosi saggi.

L’obiettivo di questo seminario è scoprire insieme agli studenti un altro modo di fare cinema – e quindi di vedere la realtà – attraverso l’opera di Pier Paolo Pasolini.

Il Seminario dura otto ore, suddivise in due sessioni di lavoro (12 e 13 maggio 2022, dalle 11 alle 16).

Il lavoro si articola in due parti. La prima si concentra sull’analisi del cinema di Pasolini attraverso i documenti di lavoro, il materiale di ricerca e le dichiarazioni pubbliche dell’autore (appunti, saggi, interviste, poesie, ecc.), lo studio di alcune sequenze e il confronto tra di esse (laboratorio pratico); la seconda parte, più generale, tratta invece il rapporto tra cinema e poesia, a partire dalle riflessioni elaborate nel corso degli anni dallo stesso Pasolini (laboratorio teorico).

PROGRAMMA DI LAVORO

Presentazione: in cui si delinea lo scopo generale del laboratorio; si prende dimestichezza con la materia, che nel caso di Pasolini non è di natura strettamente cinematografica ma anzi coinvolge altri linguaggi e una visione lucidissima della realtà politica e sociale a lui contemporanea; si fa conoscenza con il pubblico, verificandone preparazione, capacità e esperienza, ma anche livello di coscienza storica.

Introduzione (misurata sul livello culturale medio del pubblico): in cui si procede a un discorso generale di ordine storico e sociologico, che chiarisca il contesto in cui Pasolini è vissuto e ha operato, la sua visione della società e il ruolo che egli ha avuto nella sfera pubblica; si sottolinea l’unicità della sua opera, le ragioni per cui è importante conoscerla e come può diventare un’occasione per scoprire un modo diverso di fare cinema.

Laboratorio pratico: in cui si ripercorre la filmografia di Pasolini, soffermandosi sulle opere più importanti e su quelle più particolari, attraverso gli scritti del poeta; si procede ad analizzare nel dettaglio sequenze dei suoi film, riconoscendo, individuando e isolandone gli elementi stilistici: la struttura drammaturgica, la scelta degli attori e degli ambienti, l’uso della luce, la musica, i costumi, la scenografia, ecc.; si procede al confronto tra diverse sequenze tra loro; si mettono in relazione i propositi poetici e politici dell’autore con l’esito critico della sua opera (successo e persecuzione); si evidenzia come l’evoluzione estetica e compositiva della sua cinematografia sia stata influenzata dal dialogo costante dell’autore con il pubblico, la critica, il potere, la società intera.

Laboratorio teorico: si animano discussioni di gruppo, giri di opinioni, dibattiti (interazione aperta), in cui ciascuno evidenzia gli elementi importanti acquisiti durante il laboratorio pratico; si riportano tali risultati (scoperta e analisi) alla teoria generale, cercando di produrre nuove definizioni dei termini fondamentali (cos’è lo stile, cos’è la tecnica, ecc.); si confronta il resoconto fornito dagli studenti con la concezione del cinema sviluppata da Pasolini nei suoi saggi, in un lavoro pratico in cui gli studenti a gruppi sono chiamati a leggere, riassumere e poi descrivere agli altri brani estratti da saggi del poeta sul cinema, indicando anche come si potrebbe usare quel che si è letto.

Conclusioni: in cui si tirano le fila di ciò che si è appreso durante l’incontro e si prova a rispondere collegialmente alle classiche domande che si pone ogni studente di cinema (Come nasce un film? Di cosa mi posso o mi devo servire, per fare un film? In base a cosa scelgo il mio stile? Qual è il materiale di lavoro di cui ho bisogno? Dove posso trovarlo? ecc.), ma anche a questioni sollevate dalla scoperta dell’opera di Pasolini (È possibile fare cinema – o qualsiasi altra opera di creazione – senza essere ideologici? È giusto distinguere tra l’opera e il suo autore? La tecnica è un mito? ecc.)

Matteo Cerami è nato a Roma nel 1981. Dopo essersi laureato in filosofia alla Sorbona, ha fatto i primi passi come aiuto regista nel cinema (“Pinocchio”, di R. Benigni, “Certi Bambini”, di A. e A. Frazzi) e nel teatro (“Il Comico e la Spalla”, per la regia di Jean-Claude Penchenat, “Concha Bonita” di Alfredo Arias). Autore di cortometraggi, di serie televisive animate (“Adrian”, “Il Piccolo Principe”), di programmi televisivi (“BravoGrazie", “Il mattino dopo”) e documentari (“La Voce di Pasolini”, con Mario Sesti), nel 2011 ha esordito come regista al cinema con “Tutti al mare”, una commedia corale prodotta da Film Vision e Rai Cinema, omaggio a “Casotto” di Sergio Citti. Da allora collabora con registi italiani (Marco Chiarini) e internazionali (Morgan Simon) come sceneggiatore. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo “Le cause innocenti”, edito da Garzanti. Parallelamente alla sua attività artistica e professionale, collabora con sua madre Maria Grazia Chiarcossi alla cura, alla conservazione e alla divulgazione del patrimonio letterario di Pier Paolo Pasolini, organizzando seminari, laboratori e lezioni aperte sull’opera del poeta. È in preparazione per la stagione 2023 un suo adattamento teatrale di “Accattone”, scritto con Antonio Grosso e coprodotto da Nuovo Teatro di Roma, Théâtre de la Ville di Parigi e Teatro della Pergola di Firenze.

Luogo del seminario: Spazio per il cinema e le media „Planeta“, A. Goštauto g. 2, Vilnius

Lingua del seminario – inglese.

Entrata libera fino ad esaurimento dei posti.

Informazioni

Data: Da Ven 13 Mag 2022 a Sab 14 Mag 2022

Orario: Dalle 11:00 alle 16:00

Organizzato da : IIC, Centro Cinema Skalvija, Ma No Films

In collaborazione con : LMTA

Ingresso : Libero


Luogo:

Spazio per il cinema e le media „Planeta“, A. Goštauto g. 2, Vilnius

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